L'angolo del Consulente Ecclesiastico Nazionale

donalessio

Don Alessio Albertini 

27/02/2020

L'angolo del nostro Presidente

 roberto2

Roberto Cenzon

Presidente di Comitato

 

L'angolo del Presidente Nazionale

bosio

Vittorio Bosio

Presidente Nazionale

19/03/2020

Video

Visitatori

Today 1

Yesterday 12

All 41371

Currently are 3 guests and no members online

Kubik-Rubik Joomla! Extensions

Home

 

 

itacsi

 

#IO RESTO A CASA

 

Coronavirus: ecco cosa prevede il decreto “Cura Italia” per le società sportive

E’ stato pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale il Decreto noto con il nome di “Cura Italia”, che raccoglie tutte le misure economiche volte a sostenere l’Italia intera, dalle imprese ai dipendenti, passando per privati e società, a seguito dei danni ingenti prodotti dall’emergenza coronavirus.

Ma in quali aspetti riguardano le società sportive dilettantistiche? Il legislatore ha pensato anche al mondo sportivo, come precisato nella premessa, vista l’urgenza di immaginare delle misure che potessero agevolare l’azione delle società.

Nello specifico, la prima misura ha visto l’applicazione della sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, inizialmente immaginata esclusivamente per le strutture ricettive e turistiche, anche al mondo sportivo. A precisarlo è l’articolo 61.

Art. 61 – (Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria)

Le disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, si applicano anche ai seguenti soggetti:
a) federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori.

Nello specifico, quindi:

(…) sono sospesi, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 aprile 2020:
a) i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, che i predetti soggetti operano in qualita’ di sostituti d’imposta;
b) i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

2. I versamenti di cui al comma 1 sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020. Non si fa luogo al rimborso delle ritenute, dei contributi previdenziali nonche’ assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria gia’ versati.

Ci sono però, poi, due altri articoli ad hoc, immaginati esclusivamente per il mondo sportivo. Il primo (Art. 95) prevede la sospensione dei versamenti canoni per il settore sportivo al 31 maggio prossimo, riguardanti l’affidamento di impianti sportivi pubblici sia statali che territoriali.

Il secondo (art. 96) riguarda invece i collaboratori sportivi, prevedendo un’indennità (dal valore complessivo di 50 milioni di Euro per tutto il movimento) per tutti coloro che non abbiano percepito un reddito a causa dello stop forzato ad ogni attività sportiva. Eccoli nello specifico.

Art. 95 – (Sospensione versamenti canoni per il settore sportivo)
1. Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 maggio 2020, i termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali.

2. I versamenti dei predetti canoni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

Art.96 – (Indennità collaboratori sportivi)
1. L’indennità di cui all’articolo 27 è riconosciuta da Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020, anche in relazione ai rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, già in essere alla data del 23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

2. Per le finalità di cui al comma 1 le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a. sono incrementate di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

3. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione della preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata percezione di altro reddito da lavoro, sono presentate alla società Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui all’art. 7, comma 2, del decreto legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito in legge 27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione.

4. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Autorità delegata in materia di sport, da adottare entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le modalità di presentazione delle domande di cui al comma 3, e definiti i criteri di gestione del fondo di cui al comma 2 nonché le forme di monitoraggio della spesa e del relativo controllo.

5. Alla copertura degli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.

Annullate le finali regionali e nazionali. In attesa del «dopo»

Martedì 17 marzo il Csi ha preso la decisione più difficile della sua storia: annullare le attività sportive nazionali e regionali. È un fatto gravissimo, di cui non c’è memoria negli annali. Lo ha fatto dopo una sofferta Direzione nazionale e dopo aver consultato gli organismi direttivi dell’Associazione. Mi auguro che questa decisione, davvero dolorosa e dalle pesanti conseguenze per i Comitati e per le nostre Associazioni sportive, sia non solo accettata, ma condivisa. Capisco che non sia facile per tutti perché non tutti vivono questi drammatici giorni allo stesso modo. Ci abbiamo pensato moltissimo, abbiamo discusso di ogni possibile alternativa, ma dobbiamo prendere atto che quello che sta succedendo ci riguarda da vicino; e credo sia inutile ripetere le ragioni di una decisione in pieno clima d’emergenza socio–sanitaria ed economica mondiale. Con quale logica ci siamo mossi? Innanzitutto la tutela della salute, o meglio, della vita delle persone. Ci sono aree in Italia con migliaia di morti. Il virus non si ferma ai confini territoriali ma è pronto a dilagare e ad infettare le persone una dopo l’altra, con una progressione geometrica spaventosa. Abbiamo anche riflettuto sul futuro, sulla ripresa delle attività. Questo tremendo collasso sociosanitario presto o tardi verrà messo sotto controllo. Sarà per l’efficacia delle politiche di contenimento del contagio, di “distanziamento” tra persone, di modo che il virus non possa più passare dall’uno all’altro con la rapidità e la potenza che ha saputo dimostrare. Sarà forse anche per i nuovi farmaci che si stanno sperimentando (a volte in mix nuovi e che sembra diano qualche speranza). Sarà, ma in tempi più lunghi, per il vaccino che finalmente il mondo scientifico riuscirà a produrre. Sarà infine sicuramente per l’eccezionale servizio messo in campo dal personale medico, paramedico, associativo e volontario che oltre ogni difficoltà si sta prendendo cura di noi. Ce la faremo. Di questo non ho il minimo dubbio.

Ci sarà presto, speriamo prima possibile, un “dopo”; arriverà il tempo della ripresa e anche il nostro sport dovrà essere pronto per ridare speranza e gioia di vivere. Non voglio dire che tutto tornerà come prima, ma che riprenderemo le nostre attività, il nostro essere al servizio dei giovani, degli oratori, delle parrocchie. Proprio per questo penso che ci saranno priorità da rispettare e la prima fra tutte sarà chiudere bene i campionati e le attività provinciali. Le nostre società, i nostri ragazzi e le loro famiglie hanno il diritto di vedere concludersi le attività locali con l’assegnazione dei titoli sportivi, dove previsti. Siamo anche consapevoli che ci sono discipline individuali che più di altre hanno necessità di uno sbocco regionale e nazionale e per queste discipline garantisco fin da ora, qualora i tempi lo consentissero, il massimo dell’impegno per ripristinare i campionati nazionali. Questo è il tempo dell’unità associativa, è il tempo di riscoprire i valori veri e di accantonare qualsiasi interesse di parte per il trionfo del bene comune. Mi auguro che i nostri ragazzi possano tornare presto ad animare campi, palestre, piscine, piste, parchi e cortili. Abbiamo avuto prova in questi giorni, in cui la fantasia la fa da padrone, del bisogno di movimento, di aggregazione, di sport che c’èAl Csi il compito di ripensare le attività sportive e ricreative. Invito a vivere questo tempo senza panico ma con la giusta serietà, guardando al futuro con fiducia. Condividete con noi progetti e iniziative attraverso il progetto #StorieDiSport: ci aiuterà a restare uniti pur vivendo lontani.

L'angolo del Presidente

Annullate le finali regionali e nazionali. In attesa del «dopo»

Vittorio Bosio

Presidente Nazionale

Login

  doas DAEsport e go   regolamenti

 

Copyright © 2015. All Rights Reserved Minchella Giorgio for C.S.I.  Imperia Sanremo

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.) To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information